L’Infermiere di Famiglia e di Comunità nelle pratiche assistenziali territoriali

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Tesi vincitrice Premio Inner Wheel

Tesi di Veronica Ronchetti
Relatrice Prof.ssa Patrizia Monaco

Arezzo, 14 ottobre – Individuazione del problema “problem statement” introduzione dell’argomento e background. Il Sistema Sanitario Nazionale si trova a dover gestire un contesto caratterizzato dall’aumento delle patologie croniche, dall’invecchiamento della popolazione, da fenomeni come l’overcrowdin del Pronto Soccorso e da un’emergenza sanitaria globale dettata dal nuovo virus COVID-19. Inoltre all’interno di molti sistemi ospedalieri sono presenti criticità di gestione, che potrebbero diminuire se non scomparire, attraverso una riduzione della pressione a cui sono sottoposti. Dunque è più che doveroso e necessario individuare e sviluppare forme di assistenza alternative che potrebbero aiutare nella gestione di tali circostanze. Una soluzione evidente è il potenziamento dell’assistenza territoriale, e per tale motivo si è voluto approfondire la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, presente in molti sistemi sanitari, seppur non in quello italiano, nel quale è attiva in modo estremamente disomogeneo. Metodo di studio utilizzato: per lo svolgimento dell’elaborato è stato effettuato uno studio sulla letteratura esistente sul tema dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, consultando le varie fonti normative in merito, articoli e riviste. Il questionario d’indagine, invece, è stato realizzato a seguito di un attenta riflessione sugli obiettivi prefissati, tenendo in considerazione che i quesiti sarebbero dovuti essere chiari e facilmente comprensibili, data la loro somministrazione all’intera popolazione (soggetti di diverse fasce di età e con diversi livelli di istruzione). Si è ricorso al “Tu” per la formulazione delle domande, in modo tale da stabilire indirettamente, con il soggetto rispondente, un rapporto e creare un’atmosfera di confidenza, che lo incoraggiasse a compilare il questionario in modo sincero.
Sono state utilizzate numerose domande filtro, per evitare che i soggetti rispondessero a domande per le quali non avevano le conoscenze necessarie, riducendo così il rischio di ottenere dati falsati. L’indagine è composta da 20 domande: quelle mirate all’acquisizione dei dati anagrafici sono state posizionate appositamente alla fine del questionario, utilizzando la tecnica ad imbuto. Le risposte previste, per sette quesiti, sono state formulate sulla base della scala di Likert, mentre per le altre domande è stata prevista una risposta dicotomica (si, no), infine a conclusione del questionario è stata lasciata la possibilità al partecipante di aggiungere un qualsiasi altro commento e/o osservazione. La fase di diffusione del questionario è stata determinante e in un mondo in cui la vita reale coesiste con quella virtuale, l’utilizzo dei Social Network è stato inevitabile. All’interno di essi, la possibilità di raggiungere un numero elevato di persone, provenienti da luoghi più o meno lontani, è alla portata di un click. Inizialmente la diffusione del questionario è avvenuta tramite Instagram, Whatsapp e Telegram, raggiungendo un campione abbastanza importante. La svolta decisiva è stata il ricorso alla piattaforma Facebook, con la condivisione del questionario all’interno di diversi gruppi d’interesse, in particolare è stata fondamentale la sua condivisione all’interno dei gruppi di capoluoghi italiani “Sei di (Nome della città)..se”. A seguito della somministrazione del questionario d’indagine si è raggiunto un campione finale, di 5.118 soggetti, provenienti da tutte le regioni italiane, in particolare dalla Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Inoltre solo lo 0,3% dei soggetti campionati ha un’età inferiore a 18 anni, dunque la maggior parte del campione è formata da soggetti adulti, in grado di comprendere l’argomento trattato e fornire giudizi attendibili. L’obiettivo/i: Delineare gli aspetti generali dell’Assistenza Socio – Sanitaria Territoriale e descrivere la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, che va ad inserirsi in questo contesto, col fine di comprendere se tale figura può rappresentare una risposta efficace per il potenziamento dell’offerta territoriale. Contribuire alla letteratura presente attraverso un’indagine rivolta alla popolazione, in quanto al centro dell’assistenza ci sono proprio gli utenti e il loro punto di vista è di innegabile importanza per l’acquisizione di informazioni utili per il miglioramento del sistema. Si è cercato dunque di comprendere se la figura in esame venga percepita positivamente da parte della popolazione, se all’interno dei territori in cui è attiva ci sia una forma di assistenza efficace e se vi sia la reale necessità di una figura infermieristica vicina ai pazienti, alle famiglie e alla comunità lungo tutto il loro percorso di vita.
Inoltre è stato analizzato il contesto in cui tale figura andrebbe a inserirsi, cercando di comprendere se secondo la percezione della popolazione, l’assistenza territoriale che attualmente gli viene fornita sia sufficiente, quanto ne sia soddisfatta e quali siano i servizi più utilizzati. Discussione dei dati e conclusioni: La figura in esame gioca un ruolo fondamentale per il potenziamento dell’assistenza territoriale, rappresentando un punto di riferimento per i pazienti, per le famiglie e la comunità, con i quali creerà un rapporto di fiducia e collaborazione, che diventerà parte integrante dello stesso percorso assistenziale. L’Infermiere di Famiglia e di Comunità è un professionista che agisce in modo proattivo, partecipativo e preventivo.
Infatti il suo scopo sarà quello di garantire agli utenti la tutela della salute e una migliore qualità di vita, attraverso attività di prevenzione, di promozione, di assistenza diretta, di educazione terapeutica, di consulenza e di ricerca. Il suo ruolo sarà essenziale anche per lo sviluppo delle capacità del singolo e della comunità, attraverso azioni di empowerment.
Per rispondere in modo efficace e completo ai bisogni degli utenti è inevitabile la collaborazione di tale figura con il Medico di Medicina Generale, il Pediatra di Libera Scelta ecc. I dubbi e le perplessità che circondano la figura riguardano la paura di una sovrapposizione di ruoli, ad esempio, dell’attività medica, rendendo evidente la necessità di migliorare le conoscenze della popolazione in merito, in quanto l’Infermiere di Famiglia e di Comunità si occuperà esclusivamente di attività di natura infermieristica. In molte circostanze per la cura della malattia sono fondamentali sia l’accettazione della stessa sia il supporto fornito dal contesto familiare. Attualmente in Italia, l’implementazione dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità è avvenuta in modo frammentario all’interno del territorio. A seguito dell’emergenza COVID-19, si sono messe in luce alcune criticità del sistema sanitario, che hanno permesso poi di rendere ancora più evidente l’importanza dell’assistenza territoriale, portando lo stesso Sistema Sanitario Nazionale all’emanazione del “Decreto Rilancio”, convertito poi nella Legge 77/2020, per promuovere l’inserimento concreto e omogeneo dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità nel contesto italiano. Dal questionario è emerso che la popolazione ha delle conoscenze relative all’offerta territoriale presente, molto basse, comportando inevitabilmente un aumento dei costi, in quanto una conoscenza insufficiente porterà gli stessi utenti a rivolgersi a servizi non in grado di rispondere in modo efficace ai loro bisogni. Si rende evidente la necessità di incrementare queste conoscenze. L’Infermiere di Famiglia di Comunità in questo contesto sarà di fondamentale importanza, rappresentando un filtro tra gli utenti e i servizi e individuando i percorsi più idonei. Durante l’emergenza COVID-19 il ruolo svolto dall’Infermiere di Famiglia e di Comunità, nei territori all’interno dei quali era attivo, viene ritenuto fondamentale da parte dei soggetti campionati.
La popolazione riconosce l’importanza dell’assistenza territoriale e ritiene che quella attualmente fornita sia insufficiente per la gestione di soggetti con età avanzata, disturbi cronici o disabilità complesse, rendendo ancora più evidente la necessità di un suo potenziamento. L’Infermiere di Famiglia e di Comunità è una figura che rappresenterebbe un punto di riferimento essenziale per la popolazione e da parte di essa viene percepita in modo estremamente positivo, tanto che viene ritenuta una necessità imprescindibile.
Si confermano dunque le potenzialità dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, in particolare nell’attuale contesto caratterizzato dall’emergenza COVID-19. Si tratta di una figura che andrebbe realmente a potenziare l’Assistenza Socio – Sanitaria Territoriale e la sua presenza all’interno del sistema sanitario italiano potrebbe portare a conquistare quell’equilibrio che si è sempre cercato di raggiungere tra l’ospedale e il territorio. E’ una figura che deve cessare di rappresentare un’opportunità e diventare realtà, perché i presupposti per la sua implementazione sono presenti, adesso è il momento di concretizzarli.

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