Overview sulla Classificazione degli Accessi Vascolari Periferici

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Diverse innovazioni hanno recentemente modificato i criteri di scelta e di gestione degli accessi venosi periferici (nuovi dispositivi, nuove tecniche di inserimento, nuove raccomandazioni sulla gestione), in relazione a ciò, la Fondazione WoCoVa (WoCoVA = World Conference on Vascular Access) ha sviluppato una consensus internazionale con i seguenti obiettivi:

  • proporre una classificazione chiara e utile dei dispositivi di accesso venoso periferico attualmente disponibili;
  • chiarire la corretta indicazione dell’accesso venoso centrale rispetto a quello periferico; discutere le indicazioni dei diversi dispositivi per l’accesso venoso periferico (cannule periferiche corte vs cannule lunghe vs cateteri midline);
  • definire le corrette tecniche di inserimento e manutenzione che dovrebbero essere raccomandate oggi.

Per raggiungere questi obiettivi, il WoCoVA ha deciso di adottare un punto di vista europeo, considerando alcune rilevanti differenze terminologiche tra il Nord America e l’Europa in questo settore dell’accesso venoso e la necessità di una base comune di comprensione tra gli esperti reclutati per questo progetto.

La Consensus ERPIUP (ERPIUP = European Recommendations for Proper Indication and Use of Peripheral Venous Access) è stata concepita per offrire raccomandazioni sistematiche per la pratica clinica, che coprono ogni aspetto della gestione dell’accesso venoso periferico nel paziente adulto:

  • indicazione,
  • inserimento,
  • manutenzione,
  • prevenzione e trattamento delle complicanze,
  • rimozione.

Un recente documento The NAVIGATE project: A GloVANet WoCoVA position statement on the nomenclature for vascular access devices pubblicato su il Journal Vascular Access, definisce in maniera chiara ed esaustiva la nomenclatura corretta dei dispositivi venosi nell’ambito dell’adulto, pediatrico e neonatale

Il nostro scopo era quello di rendere chiara la standardizzazione della terminologia, apportando chiarezza nella definizione e nella classificazione negli accessi venosi periferici (PVAD).

Parole chiave: Peripheral venous access devices, short peripheral catheters, long peripheral catheters, midline catheters, minimidline, short midlines, peripheral intravenous cannulas

Glossario:

CVAD: Central Vascular Access Devices

LPC: Long Peripheral Cannula

MC: Midline Catether

PVAD: Peripheral Vascular Access Devices

SPC: Short Peripheral Cannula

VAD: Vascular Access Devices

VES: Visual Exit Score

VIP: Visual Infusion Phlebitis

I VAD periferici (PVAD)  sono definiti come cateteri venosi la cui punta si trova nel sistema venoso, ma al di fuori della vena cava superiore, dell’atrio destro e della cava superiore e della vena cava inferiore.

In base alla loro lunghezza, sono classificati come segue:

  • Cateteri periferici corti (SPC) (< 6 cm). classificati come “semplici” o “integrati” in base al loro design e materiale;
  • Cateteri periferici lunghi (LPC) (6-15 cm);
  • Cateteri Midline o “midclavicular” (MC) (>15 cm)

Fig 1 Tabella esemplificativa:

The NAVIGATE project: A GloVANet WoCoVA position statement on the nomenclature for vascular access devices Matheus (Roland) van Rens1 Timothy R Spencer2 , Robin van der Lee1, , Ton van Boxtel3 , Giovanni Barone4 Alessandro Crocoli5 , Fulvio Pinelli6 , Mauro Pittiruti7 , The Journal of Vascular Access on behalf of the WoCoVA Foundation (World Conference on Vascular Access) and of the Global Vascular Access Network (GloVANet

 

 

Indicazioni:

A questo proposito, nella letteratura recente c’è un ampio consenso sul fatto che i farmaci vescicanti, le soluzioni a basso pH o osmolarità molto alta (>600 mOsm/L) così come qualsiasi altra soluzione con potenziali effetti irritanti sulla parete della vena attraverso altri meccanismi non coinvolgenti il pH o l’osmolarità, devono essere preferibilmente somministrati in un VAD Centrale (CVAD). L’infusione di soluzioni irritanti o vescicanti in un sistema a basso flusso come una vena periferica sarà associata a lesioni allo strato endoteliale dell’intima (con conseguente formazione di trombi) e con l’infiammazione della tunica media della vena (con conseguente edema, infiltrazione ed eventualmente rottura dell’integrità della vena): questi fenomeni sono i correlati patologici di entità cliniche variamente descritte come “flebite”, “flebo-trombosi” o “tromboflebite”. Tuttavia, c’è anche un effetto tempo da tenere in considerazione. Soluzioni con osmolarità fino a 800-850 mOsm/L possono essere ben tollerate dall’endotelio se vengono somministrate molto lentamente, ad esempio con un’infusione di 24 ore, come avviene per la nutrizione parenterale.

Le indicazioni per i PVAD (P) specifici si basano principalmente sulla durata prevista del trattamento:

  • le SPC sono appropriate per accessi di emergenza e/o accessi di breve durata (24-48 ore) • le SPC “integrati” sono appropriati per accessi non di emergenza, quando la durata prevista è di 2-7 giorni
  • le LPC sono appropriate per i pazienti in DIVA, o quando la durata prevista è di 2-4 settimane
  • i MC sono appropriati quando la durata prevista è >4 settimane.

 

Tecnica

Raccomandazioni del gruppo di esperti:

  • inserire i PVAD in corrispondenza dell’avambraccio o della parte superiore del braccio, (evitando aree flessorie), fatta eccezione in caso di emergenza in cui è possibile utilizzare la mano, la vena giugulare o l’arto inf. (da rimuovere entro 24-48 ore).
  • nei pazienti DIVA > o = 5, considerare l’uso della guida NIR per l’accesso alle vene superficiali del braccio e/o specialmente in ambito neonatale e pediatrico o di una guida ecografica per l’accesso alle vene profonde del braccio (tecnica ecoguidata) .
  • preparare la cute con clorexidina al 2% in alcool isopropilico al 70%, frizionando per 30 sec. e lasciare asciugare per 30 s.
  • fissare con dispositivi senza suture se si prevede che l’accesso periferico duri >48 ore e colla in cianoacrilato
  • coprire il sito di uscita con una medicazione sterile semipermeabile trasparente

 

 

 

 

 

Gestione

Ridurre al minimo il rischio di infezione utilizzando le seguenti strategie “bundle” :

  • utilizzare clorexidina al 2% in alcool per disinfettare i connettori senza ago
  • disinfettare l’exit site utilizzando clorexidina al 2% in alcool isopropilico al 70% in applicatori monodose
  • utilizzare medicazioni trasparenti semipermeabili;
  • utilizzare connettori senza ago e port protectors;
  • adottare una politica di ispezione visiva quotidiana con gli scores di valutazione VIP e VES
  • per ridurre al minimo il rischio di occlusione utilizzare soluzione fisiologica per il lavaggio e il lock del dispositivo, con tecnica pulsata;
  • considerare eventuali incompatibilità farmacologiche.

 

 

CONCLUSIONI

 

Una corretta classificazione permette il corretto utilizzo dei dispositivi venosi periferici in quanto, non dà  soltanto indicazioni tecniche sul dispositivo venoso periferico, ma garantisce la somministrazione sicura di terapie endovenose, l’esecuzione di alcune specifiche procedure terapeutiche e, quando necessario, il prelievo di campioni ematici. Pertanto, la vasta gamma di dispositivi oggi disponibili consente di rispondere alle diverse esigenze terapeutiche, sia in ambito ospedaliero che extra-ospedaliero e per questi motivi si rende necessaria la conoscenza di tale classificazione.

 

 

 

Riferimenti:

European recommendations on the proper indication and use of peripheral venous access devices (the ERPIUP consensus): A WoCoVA project Mauro Pittiruti1 , Ton Van Boxtel2 , Giancarlo Scoppettuolo1, Peter Carr3, Evangelos Konstantinou4, Gloria Ortiz Miluy5, Massimo Lamperti6, Godelieve Alice Goossens7, Liz Simcock8, Christian Dupont9, Sheila Inwood10, Sergio Bertoglio11 Nicholson12, Fulvio Pinelli13 and Gilda Pepe1 Abstract J VA The Journal of Vascular Access The Journal of Vascular Access 1 –18 © The Author(s) 2021

 

The NAVIGATE project: A GloVANet WoCoVA position statement on the nomenclature for vascular access devices Matheus (Roland) van Rens1 Timothy R Spencer2 , Robin van der Lee1, , Ton van Boxtel3 , Giovanni Barone4 Alessandro Crocoli5 , Fulvio Pinelli6 , Mauro Pittiruti7 , The Journal of Vascular Access 1 –8 © The Author(s) 2024 on behalf of the WoCoVA Foundation (World Conference on Vascular Access) and of the Global Vascular Access Network (GloVANet)

 

RACCOMANDAZIONI GAVeCeLT 2024 PER LA INDICAZIONE, L’IMPIANTO E LA GESTIONE DEI DISPOSITIVI PER ACCESSO VENOSO Mauro Pittiruti , Giancarlo Scopettuolo

 

 

AUTORI: Maria Badini e Riccardo Batistini

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