UNION 4 BEAT: PREVENZIONE, CARING, INNOVAZIONE.

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Dott. Elia Stocchi – Infermiere Specialista in Area Cardio Vascolare, Referente Rete Infermiere Specialista in Area Cardio Vascolare

 Dott.ssa Serena Romanelli – Responsabile Infermieristico Area Alta Intensità SO Arezzo.

Dott.ssa Luciana Panicucci – Infermiere coordinatore Interventistica Cardiovascolare ed aritmologica SO Arezzo.

Dott.ssa Carolina Grasso – Infermiera U.O. Cardiologia/UTIC.

ABSTRACT

Union 4 Beat è un progetto che nasce ad Arezzo, nell’unità operativa di Cardiologia, si occupa di educazione sanitaria e di gestione dei fattori di rischio.

La promozione della salute è il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. L’educazione alla salute non si occupa solo di comunicare le informazioni, dei fattori di rischio, ma anche di fornire le motivazioni, le abilità, la fiducia necessari per intraprendere azioni volte a migliorare la salute stessa.

La Mission del progetto è quella di creare un collegamento diretto tra il cittadino ed il SSN a seguito di dimissione ospedaliera con diagnosi di SCA, STEMI, NSTEMI o per implementare e ottimizzazione l’automonitoraggio della propria salute, attraverso metodiche adottate e strumenti creati ad hoc, dei fattori di rischio da parte dell’assistito.

Il progetto si avvale della collaborazione tra Infermiere Primary o Specialista in Ambito Cardiologico e infermiere di famiglia e comunità. I professionisti si interfacciano con l’assistito subito dopo il momento della dimissione ospedaliera.

Il modello teorico delle cure basate sulla relazione fornisce sia basi filosofiche che infrastruttura pratica per ottenere una trasformazione del sistema dell’assistenza.

Dall’atto del caring  e del prendersi cura  si realizza l’obiettivo del progetto come mezzo per aiutare le persone a mantenere un buono stato di salute e a favorire i processi di cura e di guarigione o ad incontrare una morte dignitosa.

Nell’organizzazione attuale non è previsto un incontro strutturato volto alla condivisione di un piano di assistenza individuale. L’identificazione di un momento dedicato supportato anche da un’applicazione specifica rappresenta uno strumento per la prosecuzione del percorso di Caring.

OBIETTIVI

L’obiettivo del progetto è quello di definire un Piano di Assistenza Individuale (PAI) in collaborazione con infermiere di famiglia e comunità aumentando la consapevolezza e favorendo l’alleanza tra sanitari, assistito e caregiver.

Tra le proposte di miglioramento e le prospettive future risulta auspicabile lo sviluppo di un applicazione smartphone; all’interno sarà prevista una sezione avatar I.A. e strumenti utili all’automonitoraggio della salute.

Il progetto è finalizzato alla creazione di video educativi destinati al cittadino ed al caregiver circa:

  • corretta rilevazione dei parametri vitali al domicilio (pressione arteriosa, stick glicemico, monitoraggio diuresi);
  • corretto lavaggio delle mani;
  • pillole informative riguardanti le patologie cardiovascolari;
  • fattori di rischio;
  • informazioni sul fumo;
  • gestione dello stress;
  • aderenza terapeutica.

METODO

L’integrazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare consente la crescita dei vari professionisti attraverso l’utilizzo di metodologie di lavoro e pianificazione GNNN.

La messa in pratica del modello teorico di riferimento, Cure basate sulla relazione, favorisce un coinvolgimento attivo del cittadino nel percorso di cura e porta ad un aumento di fiducia nel sistema salute.

Al momento della dimissione viene illustrata all’assistito o al CareGiver la possibilità di entrare a far parte del progetto e vengono definiti data ed orario del primo incontro in presenza a tempo zero.

Durante il primo incontro viene definito il Piano di Assistenza Individuale, con passaggio di consegne tra Infermiere Tutor ed Infermiere di Famiglia e Comunità con: Diagnosi Infermieristiche, Analisi dei Fattori di Rischio e conseguente definizione condivisa degli obiettivi con rivalutazione programmata a sei mesi.

Gli infermieri si rendono disponibili ad offrire educazione sanitaria e terapeutica per quanto riguarda la corretta adesione alla terapia farmacologica indicata al momento della dimissione, il corretto monitoraggio dello stato di salute.

La condivisione multidisciplinare consente di interfacciarsi con le figure infermieristiche di riferimento, con il servizio, con lo specialista per il raggiungimento degli obiettivi preposti in fase di definizione PAI.

Le figure ed i servizi specialistici sono rappresentati da:

      • Nutrizionista;
      • Psicologo;
      • Fisioterapista;
      • Diabetologo;
      • Centro antifumo;
      • Centro scompenso cardiaco;
      • MMG.

 

CONCLUSIONI

La strutturazione di un percorso assistenziale “su misura” consente lo sviluppo di un modello studiato sulle caratteristiche dell’assistito con patologie cardiovascolari nell’ottica d’integrazione interdisciplinare.

L’utilizzo delle tecnologie consente un ulteriore incremento della qualità assistenziale; L’integrazione di strumenti e di incontri consentirà:

  1. Appropriatezza nel percorso di presa in cura;
  2. Analisi di sostenibilità del progetto: realizzazione di dépliant informativi per i familiari/ caregiver, ottimizzazione delle risorse e riduzione dei costi in termini di aderenza terapeutica e di re ricoveri;
  3. Impatto e gradimento del progetto valutati attraverso colloqui rivolti a pazienti e familiari;
  4. Importante crescita professionale: condivisione di conoscenze e addestramento incrementano le competenze dei professionisti coinvolti.

PUNTI DI FORZA:

  • Incremento della qualità dell’assistenza;
  • Collaborazione multiprofessionale;
  • Miglioramento dei percorsi assistenziali;
  • Incremento della qualità professionale.

CRITICITÀ:

  • Difficoltà di implementazione e sviluppo dell’app;
  • Difficoltà nell’utilizzo dello smartphone.

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