“Pronto? Infermiere?” la nuova comunicazione digitale su facebook

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Arezzo, 14 Ottobre – Il significato originale ed etimologico della parola educazione viene dal latino e-ducere: condurre fuori, liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto.
Ad oggi, in un contesto storico culturale dove la tecnologia e i moderni mezzi di diffusione delle informazioni stanno modificando il sistema educativo, è possibile percepire il bisogno di nuovi requisiti.
La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più prominente nella ricerca di nuove soluzioni rendendo possibili nuovi approcci, come ad esempio “l’insegnamento capovolto”, i MOOC (Massive Open Online Courses, ovvero Corsi aperti online su larga scala) e il “mobile learning”, l’apprendimento con dispositivi mobili.
Si sente continuamente parlare di una “rivoluzione dell’educazione”.
Secondo i più recenti dati Istat registrati nel 2016, il numero percentuale di utenti che utilizzano internet al solo scopo di ottenere informazioni non raggiungerebbe mai un valore inferiore al 55,2% nei soggetti che tra i 18 e i > di 75 anni con libero accesso ad internet.
Tra tutti i soggetti che utilizzano internet, suddivisi per classi di età, la percentuale di essi che utilizza internet per ricercare informazioni di tipo sanitario raggiungerebbe un picco del 52,1% nei soggetti di età compresa tra i 60 e i 74 anni mantenendo una percentuale molto alta anche tra i giovani e i giovani adulti.
Altro dato utile per comprendere l’attuale contesto sociale è quello relativo all’utilizzo di internet per la partecipazione a social network. Questo ulteriore dato che registra un uso notevolmente elevato dei social network soprattutto tra i giovani adolescenti ed i giovani adulti indicherebbe la strada da percorrere nel caso volessimo sfruttare questo mezzo per diffondere informazioni in maniera quanto più omogenea tra i soggetti di questa fascia di età (Dati estratti il 17 set 2018, 10h46 UTC (GMT) da I.Stat).
Secondo una ricerca condotta da We are Social nel 2014, Facebook, risulta essere il nodo del maggior numero di connessioni giornaliere, infatti il 93% della popolazione mondiale utilizza in maniera frequente l’applicazione dallo sfondo blu.
L’Italia, posizionandosi come la nazione con il 158% di possesso di smartphone, detiene la più alta media di connessione giornaliera sul social, circa 2,5 ore.
Alla stessa condizione, se si dovesse chiedere ad un adolescente di passare tutti i giorni due ore e mezza su un libro di narrativa l’operazione risulterebbe meno semplice.
Tenendo conto del ritratto relativo al contesto storico, sociale e culturale fin qui realizzato, ho in seguito condotto una revisione sistematica della letteratura servendomi di Internet e di un database elettronico come PubMed.
È risultato chiaro in seguito allo studio delle fonti e dei dati estrapolati, che i Social Network ed in particolare Facebook come Social Network più utilizzato, sono entrati definitivamente a far parte delle strategie comunicative nell’ambito dell’educazione alla salute promosse da enti ed istituzioni locali e nazionali. Il loro utilizzo è conforme alle nuove esigenze dei giovani ai quali spesso sono rivolte le campagne di sensibilizzazione sui temi legati alla salute e al benessere.
Pertanto, anche nel settore della health education si conferma la tendenza a progettare la comunicazione in formato sempre più digitale e a misura di “social media”.
L’importante dichiarazione riportata nella carta di Ottawa e pubblicata nel 1986 dall’OMS, se pure risalga a diversi anni fa, è da considerarsi assolutamente attuale e rappresenta il principio base che lega la promozione della salute agli ambienti in cui le persone vivono e si muovono: “La salute è creata e vissuta dalle persone all’interno degli ambienti della vita quotidiana: dove si studia, si lavora, si gioca e si ama”.
La sanità pubblica italiana, come messo in risalto sempre tra le pagine della mia ricerca, lavora con attenzione sempre maggiore ad una integrazione tra i Social Network e le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini su temi specifici concernenti la salute, la promozione, l’adozione o il mantenimento di comportamenti sani. Negli anni più recenti, infatti, si sviluppano setting nuovi in cui le persone “imparano, lavorano e amano”: Internet e in particolare i social network quali Facebook e Myspace (Boyd and Ellison, 2007).
Scaturisce dall’analisi di questo pensiero e dalla rilevazione degli ultimi dati registrati riguardo all’uso di internet da parte della popolazione, l’esigenza di interrogarsi circa la funzionalità dell’utilizzo dei Social Network per la diffusione di informazioni di tipo sanitario che permetterebbero attraverso un’accurata indagine, di rispondere al quesito di ricerca formulato:
“La divulgazione di informazioni sanitarie tramite Social Network, in particolare tramite Facebook, risulta funzionale a scopo educativo?”.
L’analisi è stata effettuata identificando una serie di studi chiave nei quali i ricercatori hanno utilizzato internet, i Social Network, ed in particolare Facebook, come setting per la diffusione di informazioni sanitarie a scopo educativo; è stato fatto riferimento alle evidenze in letteratura scientifica per valutare in che modo i social network possano essere ritenuti setting di promozione della salute e se l’approccio per setting tradizionale potesse essere applicato ai social network.
Sostenuta dai risultati ottenuti in ambito sanitario da numerosi ricercatori, ho avuto la possibilità di affermare che i Social Network ed in particolare Facebook risulterebbero ottimamente funzionali nel prestarsi come mezzo per la diffusione di informazioni a scopo educativo sanitario.
In seguito alla ricerca bibliografica che ha permesso di dare una risposta al quesito, con l’obiettivo di contribuire alla ricerca fornendo alla letteratura del nuovo materiale ed un’ulteriore evidenza a riguardo, è stato studiato e realizzato il progetto educativo-divulgativo rivolto ai cittadini che prende il nome di “Pronto? Infermiere?”.
Il progetto “Pronto? Infermiere?” permetterà, attraverso la “pubblicazione” di video informativi sul più conosciuto ed utilizzato Social Network, Facebook, di verificare se la modalità di diffusione delle informazioni ben si presta allo scopo di educare; tale verifica sarà resa possibile dal confronto tra gli Indicatori di risultato ed il risultato ottenuto dall’indagine ovvero dal livello di condivisione dei video realizzati, dal numero di persone che “visualizzerà” i video mostrando interesse, dal numero di persone che approveranno offrendo dei “like” ecc..
Oltre l’obiettivo specifico per la ricerca, il progetto avrà come obiettivi strategici quello educare i cittadini diffondendo conoscenze utili basate su evidenze scientifiche tramite video pubblicati su Facebook e mettere in risalto la professionalità degli infermieri aretini permettendo loro la conduzione del programma.
L’approvazione del progetto da parte dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo è da considerarsi la chiave di volta per la sua realizzazione.
Il metodo individuato come più appropriato è quello della ricerca Quantitativa di tipo Quasi Sperimentale su singolo gruppo (in assenza di gruppo di controllo) che prevede una indagine Prospettica sul campione ed una ricerca Longitudinale sui dati ricavati.
La modalità di campionamento utilizzata è invece di tipo NON PROBABILISTICO e si tratta nel dettaglio di una forma di CAMPIONAMENTO DI CONVENIENZA A RETE.
La diffusione dei video è avvenuta attraverso la sua pubblicazione sulla pagina FACEBOOK dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo sfruttando come campione di convenienza tutti coloro che “seguono” la pagina. Ai soggetti che fanno parte del campione è stato proposto di diffondere il video sul proprio profilo personale in modo da raggiungere altri soggetti sfruttando le “reti sociali” e traendo vantaggio dal fatto che gli amici/familiari tendono ad avere caratteristiche comuni.
La registrazione di tutti gli audiovisivi è avvenuta in otto giornate nel mese di Dicembre e la pubblicazione delle puntate, in parallelo con le registrazioni, dal primo giovedì di Dicembre in poi per 8 settimane. Per questi ed altri motivi, il supporto e la collaborazione da parte dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo nella realizzazione della parte sperimentale della mia tesi, è una chiara dimostrazione di quanto sia importante per i nostri organi rappresentanti mettere in risalto la professionalità degli Infermieri, che questi ottengano un meritato riconoscimento da parte della società contribuendo all’educazione dei cittadini in nome di quanto dettato all’interno del “Vademecum Deontologico Infermieristico”.

* I dettagli dello studio, facenti parte del lavoro, possono essere richiesti direttamente all’autore.